In continuo aumento il patrimonio complessivo, che si attesta nel 2017 su 10,69 miliardi di euro censito nel Rapporto annuale ACRI

E’ ancora aumentata la quota piemontese del patrimonio nazionale delle Fondazioni di origine bancaria (Fob). Infatti, gli oltre 10,690 miliardi di euro emersi dai bilanci al 31 dicembre 2017, come somma dei patrimoni netti contabili delle 12 Fob piemontesi, sono pari al 26,89% dei 39,752 miliardi costituenti il totale dei patrimoni delle 88 Fob attive in Italia; mentre era risultata del 26,5% l’incidenza piemontese alla fine del 2016.

L’avanzamento è dovuto al fatto che il patrimonio complessivo delle Fondazioni piemontesi l’anno scorso è aumentato dell’1,7% rispetto all’esercizio precedente, a fronte dell’incremento dello 0,2% nazionale.

Il fenomeno si è potuto rilevare in seguito alla fresca pubblicazione del XXIII Rapporto annuale dell’Acri, l’associazione delle Fondazioni e delle Casse di risparmio italiane.

Come i precedenti, il nuovo Rapporto annuale dell’Acri rappresenta la fotografia più ampia e precisa del sistema delle Fondazioni bancarie italiane, 60 delle quali hanno chiuso il bilancio 2017 con un aumento del loro patrimonio netto contabile rispetto al 31 dicembre 2016, per complessivi 718 milioni, mentre le altre 28 hanno mostrato una riduzione patrimoniale per 628 milioni.

Comunque, dal 2000, primo anno di operatività della legge Ciampi, al 2017, il patrimonio ha avuto un tasso di crescita medio annuo dello 0,7%.

Nello stesso periodo 2000-2017, le 88 Fondazioni hanno erogato 21,3 miliardi (0,984 nel solo 2017) e ne accantonati altri 1,9 per l’attività erogativa futura.

L’anno scorso, il totale dei proventi finanziari derivanti dalla gestione del patrimonio è stato di 2,1 miliardi (+54% rispetto al 2016) ed è stata di 1,477 miliardi (+76,2%) la somma degli avanzi netti, come sono definiti gli utili, dato che le Fondazioni sono soggetti non profit. La redditività netta media dei patrimoni è risultata del 5,3%, in miglioramento rispetto all’esercizio precedente, nonostante l’elevato carico fiscale, ancora cresciuto (sono state versate imposte per 487 milioni, a fronte dei 354,6 del 2016).
Il totale attivo delle 88 Fob italiane (46,1 miliardi di euro) al 31 dicembre scorso risultava formato per il 94,2% da attività finanziarie, mentre le immobilizzazioni materiali e immateriali ne rappresentavano il 4,8% e l’1% le altre poste.
Il nuovo Rapporto dell’Acri evidenzia che, alla conclusione dell’anno appena passato, 35 Fob non hanno più alcuna partecipazione nella banca conferitaria, dalla quale hanno avuto origine; 47 hanno partecipazioni minoritarie in società bancarie conferitarie che fanno parte di gruppi bancari, mentre le altre 6, di minori dimensioni, mantengono una quota di maggioranza, come consentito dalla legge.

Peraltro, 85 delle 86 Fondazioni associate ad Acri, approvando il Protocollo d’intesa firmato dall’Associazione e dal ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef) il 22 aprile 2015, nell’ottica di ottimizzare la combinazione tra redditività e rischio nell’impiego del proprio patrimonio, hanno accettato il principio di un’adeguata diversificazione.
L’insieme delle Fondazioni nel 2017 ha avuto oneri di gestione per quasi 248 milioni, 8,5 in più rispetto al 2016, per l’aumento degli accantonamenti, dei compensi ai consulenti e degli ammortamenti, mentre si sono ridotti i compensi agli organi, le commissioni di negoziazione e gli interessi passivi.
Nel 2017, le erogazioni sono ammontate a 984,6 milioni di euro, mentre erano state pari a 1,031 miliardi nel 2016. Le Fob hanno sostenuto 19.860 interventi (-2,1%), con una media di 49.576 euro per singolo progetto.

Tra i 21 “settori ammessi” dalla legge4, sette sono quelli su cui si concentra la maggior parte delle erogazioni delle Fondazioni. In base alla quantità di risorse ricevute, al primo posto si conferma il settore Arte, attività e beni culturali (236,9 milioni di euro erogati, pari al 24,1% del totale). Il secondo settore d’intervento è quello dell’Assistenza sociale con 135,6 milioni di euro (13,8% delle erogazioni); terzo Ricerca e Sviluppo, con 117,8 milioni di euro (12%).
Al quarto posto figura il settore Volontariato, filantropia e beneficenza, con 115,2 milioni di euro, (l’11,7%), al quinto Educazione, istruzione e formazione con 95 milioni di euro (9,6%), al sesto il settore Sviluppo locale, con 76,7 milioni di euro (7,8%) e al settimo Salute pubblica, con 46,3 milioni di euro, pari al 4,7% del monte erogazioni 2017.

Sul totale delle erogazioni, quelle superiori a 100.000 euro incidono per il 73,6% degli importi erogati e per il 7,6% del numero degli interventi; quelle di importo unitario superiore a 500.000 euro assorbono il 50,4% dell’erogato complessivo; mentre il peso delle erogazioni non superiori a 5.000 è risultato pari al 2,3% degli importi e al 45,5% delle iniziative
I beneficiari delle erogazioni delle Fondazioni sono sempre soggetti che perseguono finalità non lucrative di utilità sociale: privati non profit (hanno ricevuto il 78,4% degli importi erogati e il finanziamento del 72,5% degli interventi) o istituzioni pubbliche. In particolare, le fondazioni non di origine bancaria, hanno ricevuto il 30,1% delle erogazioni, confermandosi così al primo posto in assoluto fra tutte le categorie di beneficiari pubblici e privati. Fra i soggetti pubblici, che hanno ricevuto complessivamente il 21,6% delle erogazioni, spiccano gli Enti locali (10,2%), Scuole e Università pubbliche (8,3%); Enti e Aziende sanitarie e ospedaliere pubbliche (1,7%).